Arrivano le elezioni ed ecco che i cavalli di battaglia ideologici della destra vengono utilizzati per la loro becera campagna elettorale.
ProVita sostiene Cia alle elezioni e con lui la riproposizione nella prossima consiliattura del suo disegno di legge contro la libertà educativa (non certo a favore) che, ricordo, prevede che non si possa parlare nelle scuole di identità di genere. Un bavaglio alla scuola a discapito della libertà di insegnamento, ma soprattutto dell’educazione all’inclusione per ragazzi e ragazze. Cia dice che difenderà la civiltà, che non è una moda. Come a dire che le identità sessuali di minoranza e le famiglie omogenitoriali sono al di fuori del perimetro della civiltà e che sono un vezzo e non una questione identitaria. Quantomeno ProVita mi riconosce il ruolo di chi ha bloccato questo scempio. Orgogliosamente. Cosa che, se rieletto, continuerò a fare.
Ai Pro(triste)Vita si aggiunge il Movimento per la vita di Trento, che ritiene di cattivo gusto, uno spettacolo di drag queen, perché veicolerebbe messaggi diseducativi e ideologici. Uno spettacolo organizzato nell’ambito del Piano giovani della Val di Cembra, e che si terrà nel teatro parrocchiale diseducativo?! Performance che si tengono ovunque nel mondo, che questi di fatto chiedo di censurate?!
Chi sa cosa sono le drag, sa che si tratta di performer (non necessariamente uomini, tra l’altro) in abiti femminili – spesso di una femminilità stereotipata ed eccessiva – che cantano in playback e intrattengono il pubblico. È ridicolo – e ossessivo – che si tiri fuori la solita tesi del contagio sociale per dire che così si promuove il cambio di sesso e la sessualità fluida tra i giovani. L’identità di genere non si modifica andando a teatro e guardando la performance di una drag queen, perchè è una questione identitaria. La si pianti di dire fesserie, di fare disinformazione e terrorismo. Anche per difendere le minoranze e affermare il principio di autodeterminazione delle minoranze sessuali è importante che ci sia qualcuno in Consiglio provinciale a continuare a farlo.
Articolo pubblicato su il T quotidiano il 30 settembre 2023



