Sono anni che ci provo. Di bilancio in assestamento, di assestamento in bilancio. Ho provato a chiedere con emendamenti e atti d’indirizzo di adeguare sia le soglia ICEF per l’accesso a prestazioni e provvidenze, indicizzandola al costo della vita, sia il quantum delle provvidenze stesse.
Il costo della vita negli ultimi anni ha visto un’impennata, rispetto a valori di inflazione che fino al 2020 erano minimi: in Trentino si è passati da un tasso di inflazione media annua – misurata sull’indice dei prezzi al consumo dell’intera collettività (NIC) – dello 0,2% nel 2016, a uno 1,3% nel 2018, per arrivare a 2,3% nel 2021 e 9,3% nel 2022. A giugno 2023 la variazione percentuale tendenziale del NIC è del 5,7%. Dal 2016 ad oggi i prezzi al consumo sono aumentati quindi di ben il 22% a fronte di salari che non sono cresciuti di pari passo. Questo sta determinando una perdita di potere d’acquisto per le famiglie.
Ogni volta che ho fatto proposte per aiutare ad affrontare questa perdita di potere d’acquisto sono state bocciate (tranne una, quella di portare a 0,40 la soglia ICEF per la riconferma dell’appartamento ITEA fino a fine 2024, evitando così alcuni sfratti). No alle modifiche legislative per l’adeguamento dell’ICEF e delle quote per l’assegno unico provinciale (l’adeguamento del 4% per quota A e B1 e del 6% della B3 per il solo 2023 è del tutto insufficiente!). No all’adeguamento dell’ICEF e delle quote dell’assegno di cura, per assistere persone non autosufficienti a casa (nonostante sia previsto per legge, non lo si adegua dal 2015!). No allo scomputo delle borse di studio universitarie dal calcolo dell’ICEF per chi vive nelle case ITEA. Così devi decidere se fare studiare il figlio o non perdere la casa…
Ed ora che fa la Giunta?! Non solo non adegua soglie ICEF e entità dei sussidi, ma va pure a computare l’assegno unico universale nel calcolo dell’ICEF. Così chi prende qualcosa per il mantenimento dei figli, rischia di perdere altri aiuti! E sono circa 3000 le famiglie a rischio. Ma non era la Giunta che sosteneva la natalità?! Fai figli? ti puniamo! Prima fanno le operazioni spot con i 5000 euro per il terzo figlio, con prestiti a fondo perduto di 15000 euro per favorire la natalità (?!) e poi boicottano i veri aiuti, che sono quelli strutturali e non quelli una tantum.
Vergognoso. Una Giunta che si accanisce sulle famiglie Trentine e che alimenta la povertà.
Pubblicato su l’Adige del 1 settembre 2023



