PAOLO ZANELLA

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elezioni provinciali del 22 ottobre 2023

CARENZA DI MEDICI: PEGGIO CHE NEL RESTO DEL PAESE

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Se chiediamo a chiunque per strada qual è il problema più rilevante oggi in Trentino ci risponderà “le liste d’attesa in sanità”. Se ne chiediamo conto all’assessora Segnana ci risponderà come sempre “è così in tutta Italia, mancano medici”. Vero che ci sono pochi medici, ma siamo sicuri sia così ovunque? Non proprio.

Sappiamo che per giustificare il peggioramento dei tempi d’attesa per le prestazioni specialistiche, alcune scelte sciagurate come quella di chiudere metà posti letto in geriatria a Rovereto e tutti quelli del reparto di psichiatria ad Arco, l’assenza di progettazione e programmazione del personale per le Case della Comunità la scusa è sempre quella: le difficoltà ci sono ovunque, manca personale in tutta Italia. Anche sotto pandemia la sentivamo questa litania del “è così ovunque”, poi il Trentino, assieme alla Lombardia, è stato tra le quattro regioni d’Europa che hanno avuto il maggior tasso di mortalità per CoViD-19, perchè era così dappertutto…

Ecco, il personale medico non manca in egual modo in tutta Italia e se le liste d’attesa si allungano, forse è perché da noi ce n’è meno che altrove. I dati ISTAT sul numero di medici (specialisti + generici) ogni 10.000 abitanti dal 2017 al 2021 ben ci descrivono il fallimento delle politiche di attrattività (se così si possono chiamare skipass, aiuto nella ricerca alloggio e poco altro) di questa Giunta e di APSS (vedi tabella).

Trentino unica regione in calo. L’Alto Adige aveva un numero di medici inferiore al nostro e in cinque anni ci ha superati di 1,27 medici/10.000 abitanti: tantissimo.

Servono politiche serie di attrattività a partire da stipendi migliori e servono investimenti per finanziare più borse di studio mirate alle specialità carenti e con maggiori condizionalità a rimanere sul nostro territorio. Questo andava fatto, prima di attivare la facoltà di medicina, assieme alla realizzazione del nuovo ospedale, in assenza del quale l’attrattività resta scarsa. In questi cinque anni evidentemente nulla di tutto questo è stato fatto e questi sono i risultati oggettivi.

Quindi la responsabilità dell’allungarsi delle liste d’attesa è chiara ed è della Giunta, che a fronte dell’oggettiva carenza di medici nel Paese, ha fatto molto meno di altre Regioni per attrarli. Cittadini e cittadine se ne ricordino alle prossime elezioni.

Pubblicato su il T quotidiano del 18 luglio 2023

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