PAOLO ZANELLA

la Politica per il bene comune

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elezioni provinciali del 22 ottobre 2023

VALDASTICO: NON ERA LA GIUNTA CHE ASCOLTAVA I TERRITORI?!

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Nonostante la bocciatura in Terza Commissione permanente, il parere negativo del Consiglio delle autonomie locali e quindi dei territori rappresentati, la posizione del Veneto che, pur favorevole all’opera in sé, considera l’uscita su Rovereto un non senso geometrico-viabilistico, il Presidente Fugatti prosegue in solitudine la sua crociate elettorale. Adesso ci dice che dopo l’ampliamento del corridoio est fino a Rovereto, ascolterà i territori con una fase partecipatva sulla progettazione della Valdastico. Quello che non si capisce è perché mai questa Giunta – che si diceva in campagna elettorale attenta alle esigenze dei territori – ora dovrebbe ascoltare i Comuni e la cittadinanza sulla progettazione dell’opera, quando di fatto sulla variante al PUP non li ha minimamente considerati.

La Valdastico, in qualsiasi versione, non risolve il problema del traffico in Valsugana che è per l’85% una questione di traffico interno. E quindi da questo punto di vista è insensata sia nella valli del Leno che in quella del Centa

Oggi si deve investire innanzitutto per ridurre lo spostamento di merci su grandi distanze: abbiamo visto con le diverse crisi in atto e il cambiamento del contesto geopolitico quanto sia importante non delocalizzare interi settori strategici della produzione, ma tornare a produrre in Europa. Poi va potenziato il trasporto merci su ferro, incentivandolo e velocizzandolo. Quanto si sta realizzando sull’asse del Brennero per il corridoio Scandinavo Mediterraneo sta avvenendo anche per il Corridoio Mediterraneo (tratta italiana tra Torino e Trieste) che si intersecano su Verona. Non regge la contraddizione di investire contemporaneamente su grandi reti stradali e grandi opere ferroviarie (già queste non indenni da impatti realizzativi). E anche per il trasporto passaggeri la ferrovia della Valsugana va potenziata, con un raddoppio dei binari, un tracciano più veloce e un’elettrificazione che stiamo attendendo da troppi anni.

La Valdastico nord è un’opera la cui realizzazione in Trentino è stata scongiurata per cinquant’anni, di fatto perché saggiamente considerata insostenibile, in un momento storico in cui di sostenibilità ancora non se ne parlava. Oggi che la sostenibilità ambientale, economica e sociale sono al centro dell’agenda politica globale, nazionale e locale, quale senso ha pensare ancora di investire in grandi opere infrastrutturali devastanti per l’ambiente e costosissime?! Al contrario ci sarebbe necessità di investire risorse in opere a tutela dell’ambiente e quindi, nel caso della mobilità, in trasporti sostenibili.

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