PAOLO ZANELLA

la Politica per il bene comune

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elezioni provinciali del 22 ottobre 2023

CRISI DELLA SALUTE MENTALE: CON SEGNANA NESSUN PASSO AVANTI

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Continuano gli accorati appelli mossi dalla disperazione di non trovare risposte da parte di famiglie con figli con problemi di salute mentale. La malattia mentale – sia nella sua declinazione psichiatrica che in quella cognitivo e comportamentale – a differenza di quella organica, interessa direttamente, e spesso pesantemente, tutto il nucleo familiare. Queste famiglie, però, sono lasciate spesso sole ad affrontare qualcosa di più grande di loro.

In questi anni non ci sono stati investimenti nell’ambito della salute mentale. Nessun ragionamento, ad esempio, sull’integrazione degli psicologi nei team dei Centri di salute mentale. Psicologi che non curano con i farmaci, certo, ma che in un approccio integrato sono fondamentali e che, in carenza di psichiatri, li sgraverebbero dal supporto psicoterapeutico. Permangono difficoltà tra neuropsichiatri infantili e psichiatri – entrambi carenti – nella presa in carico dell’età di passaggio, difficoltà sulle quali non si è lavorato a sufficienza a beneficio dei giovani pazienti. E ancora dei quattro ambulatori promessi da APSS per accelerare le diagnosi e le certificazioni dei DSA si è persa traccia e le famiglie ricorrono ai privati spendendo ingenti cifre, altrimenti devono aspettare un anno, un anno perso nella vita di un bambino. E tempi lunghissimi devono attenderli anche i tanti bambini e adolescenti con problemi, spesso in crisi a seguito della pandemia. 

Nessun investimento a fronte invece di tagli. Si chiudono 16 posti in SPDC ad Arco, quando le tre SPDC provinciali sono piene e con pazienti che aspettano di essere curati. Certo, lo si fa seguendo la revisione dei criteri sui posti letto a livello statale, peccato che anche questa decisione pare messa in campo per fare di necessità virtù: mancano psichiatri? Si riducono i servizi. Non si dica che il Centro crisi adolescenti e il CSM 24 ore sostituiranno quei servizi, perché visto l’esplodere dei bisogni quei servizi servono in aggiunta, non in sostituzione della SPDC di Arco, necessaria per curare (sì, la malattia mentale si cerca di curarla e non di cronicizzarla) i pazienti. E tra l’altro sono anni che si parla del Centro crisi adoloscenti, ma per ora non si vede. Chissà che la campagna elettorale non dia un’accelerata. 

Continuando a disinvestire in salute mentale il rischio è di essere sempre meno attrattivi verso quei pochi psichiatri che ci sono in Italia (tra l’altro non ovunque la carenza è come da noi, a Bolzano non ne mancano), visto che in questi anni molti se ne sono andati e altri rischiano di andarsene alimentando un circolo vizioso difficile da arrestare. E la conseguenza da scongiurare è che anche qui da noi, come ad esempio in Veneto, sorgano cliniche private per rispondere ai bisogni ai quali il pubblico non riesce più a dare risposta. Con buona pace della sanità pubblica e universalistica e a scapito di chi non avrà i soldi per permettersi il ricovero in clinica. 

Pubblicato su l’Adige il 7 settembre 2023.

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