Se si fosse seguito il progetto impostato dalla precedente Giunta, oggi l’ospedale di Cavalese sarebbe già in cantiere e probabilmente in stadio avanzato di realizzazione. La Giunta Fugatti è colpevole di aver interrotto quel percorso che oggi ci porta punto e a capo.
Certo, la complessità di realizzare una demo-ricostruzione per fasi e il suo impatto sulle attività sanitarie forse in passato furono sottovalutati (dagli atti della Conferenza dei Servizi, APSS, che negli scorsi mesi si è prodigata per sostenere l’impraticabilità della demo-ricostruziona, allora non disse nulla in merito), ma non è stata certo questa valutazione a determinare l’interesse pubblico per il progetto di partenariato pubblico – privato ai Masi di Cavalese, vicenda ancor oggi con aspetti di opacità.
Quando come minoranze sostenevamo che era il pubblico – Provincia e Comunità di Valle – a dover stabilire la localizzazione dell’ospedale, come previsto dalle norme urbanistiche, e che solo a valle del procedimento localizzativo si sarebbero potute avanzare proposte progettuali e che quindi la proposta di ppp della Mak andasse rigettata, ci dissero che così non era. Bene ora, con delibera di Giunta mettono nero su bianco che l’iter corretto era proprio quello che indicavamo noi, al di là che poi l’ospedale venga realizzato con appalto tradizionale o in ppp:
“…la predisposizione di proposte potranno essere formalmente presentate in una seconda fase da tutti gli operatori interessati, allorquando sarà completato il procedimento di localizzazione definitiva”. Chi aveva ragione?! Stare a dibattere per anni su ospedale ai Masi sì o ai Masi no, quando si poteva avviare il procedimento localizzativo prima, è un danno enorme per tutta la comunità.
Se davvero la demo-ricostruzione non è praticabile per le eccessive interferenze con le attività sanitarie, si individui celermente la località adatta in accordo con la Comunità delle valli di Fiemme e Fassa, evitando di consumare suolo di pregio e di dover urbanizzare zone di territorio ancora vergine. E si ragioni soprattutto sulle esigenze alle quali dover rispondere con un presidio ospedaliero di valle pubblico (il partner privato della finanza di progetto non è un’associazione caritatevole…) per un presidio sanitario che sia appropriato e sostenibile e ben integrato con i servizi territoriali, quelli certamente da potenziare.
Pubblicato su il Dolomiti online il 29 agosto 2023


