C’è da rimanere allibiti da quanto leggiamo in questi giorni sui giornali. In un’intervista alla stampa di due giorni fa il dott. Agostini, direttore del Dipartimento transmurale di salute mentale (che comprende nelle sue articolazioni anche l’U.O. dipendenze e quindi il SERD, visto che le dipendenze, comprese quelle da alcol o da sostanze stupefacenti, afferiscono ai disturbi psichiatrici) affermava che Chukwuka Nweke non fosse noto ai servizi psichiatrici. Oggi il dott. Ruscitti di fatto lo smentisce. I misteri della psichiatria…
Oggi leggiamo infatti un’intervista al Direttore generale del Dipartimento salute della Provincia che ha dell’incredibile. Si scopre che Chukwuka Nweke è seguito dal SERD. Ma il dott. Agostini non ci aveva detto che, a parte una visita psichiatrica in carcere, era sconosciuto alla salute mentale?! Per capire questa “apparente contraddizione” ci viene in aiuto proprio il dott. Ruscitti, che ci ricorda che lui queste cose lui le conosce, perché è medico: l’uomo in questione “è certificato tossicodipendente e alcolista”, ma “non è mai emerso un vero e proprio problema psichiatrico”. Tutto chiaro? No, per niente. Cosa significa che una persona è alcolista e tossicodipendente, ma non ha problemi psichiatrici?!! A capo del SERD non c’è forse una psichiatra?! E il SERD non è sotto il dipartimento salute mentale?! L’abuso di sostanze e di alcol sono finiti nel DSM-5 per caso?! Possibile che il Dirigente generale del Dipartimento salute abbia potuto dire una cosa del genere?! L’assessora Segnana non ha nulla da dire?! E a proposito, la direttrice dell’integrazione socio-sanitaria (figura eliminata a breve grazie al consigliere Cia) , dott.ssa Bravi, nulla da dire? Non si tratta proprio di problemi socio-sanitari, in questo caso?
Bene farebbe il dott. Agostini a chiarire la collocazione del SERD al suo collega Ruscitti, ma anche a chiarire una volta per tutte se il femminicida è mai stato in carico ai servizi che lui presiede. Infine sarebbe interessante chiarisse un’altra affermazione rilasciata nell’intervista di due giorni fa: se i servizi vanno potenziati, come giustamente sostiene, perché si tagliano 16 posti per acuti ad Arco a cui afferisce il bacino d’utenza di Rovereto (parliamo di posti di SPDC dove si cura e ci si prende in carico il paziente con gravi acuzie) per aprirne 8 di CSM 24h e 8 di Centro crisi per adolescenti? Questi posti assolutamente necessari vanno aperti in aggiunta, non in sostituzione di quelli ospedalieri esistenti, visto che ci sono già oggi liste di attesa per le SPDC e che è stato proprio lui a ricordarci, qualche tempo fa, che dopo la pandemia i problemi di salute mentale sono esplosi. Non basta dirci che sono le direttive nazionali a autorizzare i tagli. La Provincia autonoma esiste per affrontare i problemi meglio degli altri: se i disagi aumentano pensiamo di farcene carico? Su questo al momento direi che c’è un bel po’ di confusione, ma mi pare che la risposta al momento propenda per il no.
Pubblicato su il T quotidiano del 12 agosto 2023



