Il Centro Astalli di Trento – uno dei gestori del servizio accoglienza – ha rilevato che il numero di ingressi sta crescendo da tutto il 2023, in particolare da inizio maggio. Questo significa che, ad oggi, sono circa 230 le persone che non rientrano nel sistema di protezione internazionale, con posti riservati in accoglienza. Si tratta di persone che non possono accedere ai servizi, alle attività e alla fornitura di beni previsti dalla normativa vigente. La conseguenza per le persone senza parenti e amici che possono ospitarli, è la strada dove vivere e dormire. Queste persone, inoltre, si aggiungono alle altre senza dimora che accedono ai servizi a bassa soglia come pasti e docce gestiti dal Punto d’Incontro, sovraccaricando un servizio che non dovrebbe occuparsi di loro, cosa che si dovrebbe fare attraverso servizi di accoglienza dedicati la Provincia.
La soluzione per rispondere a ulteriori flussi migratori in aumento con l’arrivo della stagione estiva, sarebbe quella di trattare con il Governo, attraverso il Commissariato, per aumentare la capienza dell’accoglienza e ripristinare al più presto il sistema di accoglienza diffusa, oggi utilizzata solo per le persone ucraine.
La posizione della Provincia pare invece essere quella di escludere dall’accoglienza fette sempre più ampie di immigrati, condannandoli alla clandestinità e al vagabondaggio per ingenerare insicurezza da contrastare poi con politiche securitarie.
Pubblicato su il Dolomiti online del 8 giugno 2023


