PAOLO ZANELLA

la Politica per il bene comune

.

.

.

elezioni provinciali del 22 ottobre 2023

IL SENSO DI UN PRIDE OGGI

Published by

on

Oggi Trento sarà invasa dal Dolomiti Pride. La parata dell’orgoglio LGBTQIA+ affonda le sue radici nei moti di Stonewall di fine anni Sessanta, un atto di ribellione nei confronti di una cultura e di una società escludenti, fondate su una visione patriarcale, repressiva ed etero-cisnormata. Il Pride nasce quindi nel contesto della rivoluzione sessuale e di essa ancora oggi cerca di mantenere i connotati e i tratti rivendicativi. Da questo punto di vista il Pride si configura come una delle poche occasioni pubbliche di riflessione sull’evoluzione delle identità e dei costumi sessuali, così come dei modelli relazionali, che non riguardano certo solo le identità sessuali di minoranza. In tal senso il Pride ha ancora oggi un suo portato dirompente e rivoluzionario e le provocazioni verso la sessuofobia di determinate istituzioni va letta all’interno di questa cornice interpretativa. Così come il clima complessivo di gioia e festa dei Pride, dove la prorompente presenza delle drag queen è lì a ricordarci che le battaglie, da Stonewall in poi, sono state fatte a partire da corpi non conformi, in prima linea e rivendicate spazi di autodeterminazione e libertà.

Oltre a queste istanze, negli anni, sono cresciute le richieste di riconoscimento di diritti civili e di tutele dalle discriminazioni, che le persone LGBTQIA+ portano avanti sempre più in alleanza con tutte le altre minoranze con un approccio intersezionale, che tiene conto anche dei determinanti sociali – sempre più pressanti a fronte delle disuguaglianze socio- economiche crescenti – nel generare esclusioni, specie laddove vi sono minoranze. Legge contro l’omolesbobitransfobia, riforma della legge sulla transizione di genere (avanguardia nel 1982, ma oggi ampiamente superata) con al centro il principio di autodeterminazione, matrimonio egalitario, possibilità di adozioni per single e coppie omosessuali, pieno riconoscimento del genitore sociale, al di là di come sia venuto al mondo il/la bambino/a, tutela e accompagnamento di ragazzi/e con varianza di genere. Queste le principali rivendicazioni dei Pride odierni in termini di diritti.

Oggi, però, a fronte dello spostamento a destra del governo nazionale e provinciale con ripetuti attacchi verso la comunità LGBTQIA+, ci si trova a lottare in primis a difesa di libertà e diritti, contro le spinte reazionarie in atto. Anche in questo caso, recuperando lo spirito originario di Stonewall, quando la comunità trans e omosessuale di New York si ribellò alla repressione e alla volontà di invisibilizzare le loro esistenze. A livello provinciale gli attacchi vengono dall’abolizione dei corsi di educazione alla relazione di genere; dal depotenziamento della struttura amministrativa provinciale che si occupa(va) in senso più inclusivo di pari opportunità; dal ddl Cia per vietare che nelle scuole si parli di identità di genere e identità non binarie. A livello nazionale dalla vergognosa proposta per eliminare l’identità di genere e l’orientamento sessuale come motivi di discriminazione per richiedere protezione internazionale, accadendosi sugli ultimi degli ultimi; dalle circolari dei prefetti ai sindaci per vietare l’iscrizione anagrafica del genitore sociale delle famiglie omogenitoriali, minando la tutela dell’interesse superiore del minore; dall’attacco strumentale verso la GPA (tema etico complesso, da normare e non proibire) come reato universale, che maschera l’accanimento di questo Governo contro le famiglie omogenitoriali, di cui è messa in discussione la capacità genitoriale. Lo scopo è la restaurazione di una società patriarcale dove la famiglia è solo quella naturale (?) e le identità sessuali non conformi tornano ad essere invisibili. Difendere i nostri corpi e le nostre esistenze da questo vento contrario di oppressione diventa quindi oggi un’assoluta priorità. In ballo vi è la vita delle persone e un’idea di società inclusiva dove convivono e crescono molteplici differenze.

Il Dolomiti Pride parte da qui, dal rivendicate esistenze libere e autodeterminate, ma anche una società più coesa e solidale. Per questo oggi è necessario affermare le nostre esistenze non conformi, colorando le strade di Trento con la nostra – per taluni fastidiosissima – montagna di infinite sfumature.

(fotografia di copertina di Roberta Pisoni)

Pubblicato su l’Adige il 3 giugno 2023.

Scopri di più da Paolo Zanella

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere