Kompatcher aumenta di 600 euro lordi mensili gli stipendi di infermieri, professionisti sanitari e OSS che lavorano in azienda sanitaria e nelle RSA.
Significa aver capito che la salute, la sanità pubblica e la qualità delle cure sono una priorità assoluta. Cosa completamente ignota a Segnana e Fugatti che sperperano risorse in concerti e rotatorie, invece di investire in un bene primario come la salute. Ci ricordiamo quando a inizio legislatura volevano tagliare 120 milioni, un 10% del bilancio, alla sanità pubblica?! Ci tocca ringraziare il Covid per averli fermati.
I primi passi nel rinnovo del contratto pubblico provinciale 2022-24 in Provincia di Trento sono un bluff spudorato, visto che gli aumenti sono vincolati ai trasferimenti che forse, chissà come e chissà quando, arriveranno da Roma. Alla faccia dell’Autonomia! E di certo questa Giunta non si immagina un cospicuo aumento ad hoc per le professioni sanitarie, necessario per arrestare la fuga di professionisti. Professionisti che già oggi verso l’Alto Adige vanno, visto che gli stipendi sono già ora più alti. Adesso, con l’aumento, la migrazione verso nord chi la ferma più, se non si mette mano anche qui alle retribuzioni?!
Il lavoro in sanità è un lavoro di responsabilità e fatica, che va riconosciuto. Inutile parlare di attrattività e trattenimento se poi non si fa nulla.
Mancano già 250 infermieri e ne serviranno altrettanti per potenziare il territorio (case della comunità e infermiere di famiglia) e per adeguare il rapporto infermieri/pazienti nelle RSA e nei reparti a più alto carico assistenziale, vista la sempre maggiore complessità dell’utenza. Se si vogliono attrarre professionisti e studenti verso la professione serve anche agire sulla leva economica, che riconosca la giusta dignità alle professioni della salute.
Rispetto alla formazione, poi, sono tre anni che chiedo di trovare maggiori spazi per il Polo universitario delle professioni sanitarie, vista la necessità di aumentare i numeri. In attesa del nuovo Polo di medicina delle professioni sanitarie a sud delle Albere, si sarebbe dovuto adeguare un’ala del Nest, che doveva essere già pronta per l’anno accademico in corso come succursale. Inveve i lavori devono ancora partire, perché per Segnana evidentemente formare nuovi professionisti non è una priorità. Chissà, magari a ridosso del 22 ottobre si inaugurerà il cantiere come ennesimo spot elettorale, come già abbiamo visto fare a Pinzolo.
Una Giunta tutta spot e promesse. Intanto la gente riesce a prenotare una visita con RAO B dopo tre mesi invece che entro dieci giorni. Quando va bene.
Articolo pubblicato online su il Dolomiti l’11 ottobre 2023


