L’esplosione degli affitti brevi, spesso gestiti e promossi su piattaforme online, sta determinando la gentrificazione dei centri storici – in particolare del capoluogo – e l’impossibilità per famiglie e lavoratori di reperire appartamenti in affitto nelle località turistiche, oltre all’esplosione dei prezzi sul libero mercato. La maggiore remuneratività, accompagnata alle procedure semplificate di reclutamento – attraverso piattaforme come Airbnb – e di gestione (contratto non registrato, cedolare secca), stanno generando fenomeni di rapida conversione di appartamenti da uso residenziale ad uso turistico, con famiglie che alla scadenza del contratto non se lo vedono rinnovare e non trovano alloggio.
Attraverso il sito insideAirbnb si ottengono dei dati interessanti degli appartamenti ad uso turistico gestiti da Airbnb in Trentino: oltre 7300 annunci, di cui l’88% appartamenti (i restanti sono camere); il 20% sono in mano a proprietari che hanno più di 10 appartamenti a testa, con un picco di 95 appartamenti gestiti da un solo host, altro che “sharing economy” (un conto è avere un appartamento da mettere a rendita, un conto averne decine); la maggior parte si trova nel capoluogo, nell’Alto Garda e nelle valli turistiche (Fiemme e Fassa, Rendena, Sole e laghi di Caldonazzo e Levico).
Dai dati forniti dall’assessore Failoni ad aprile 2021 gli appartamenti turistici con codice univoco CIPAT risultavano essere circa 12.300, quindi solo una parte di questi viene offerto su Airbnb. Sono solo questi 12.300 gli appartamenti ad uso turistico o vi sono proprietari che affittano senza essere registrati? Oppure, pur essendo registrati tra quei 12.300, non pubblicizzano il codice CIPAT sull’annuncio delle piattaforme, come previsto per legge, pena multe fino a 3000 euro? Perché basta farsi un giro su piattaforme come Airbnb per vedere che la maggior parte degli annunci non presenta il CIPAT in evidenza. Su questo dovrebbero vigilare i Comuni che hanno macchine amministrative sguarnite. Risulta però fondamentale farlo mentre si studia come arginare il fenomeno degli affitti brevi, perché stiamo parlando di locazioni turistiche che erodono il mercato delle locazioni residenziali: quantomeno si vigili perché oltre al danno per famiglie e lavoratori, non vi sia pure la beffa per le entrate pubbliche.
Pubblicato su il Nuovo Trentino e il Corriere del Trentino del 7 luglio 2023




